Exhibitions

Exhibitions Roma

 

Mostra fotografica collettiva presso la Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese.

Le foto scelte sono state valutate dalla giuria presieduta dalla fotografa Roxanne Lowit e composta da esponenti di spicco del mondo

del cinema e della comunicazione

12th VENICE MOVIE STARS 2015
photography award

Nella foto il jump di Ralph Fiennes durante il Red Carpet

 

Idomeni -l'altra faccia dell'Europa

Idomeni, piccolo paese greco di 160 abitanti, situato al confine con la Macedonia.

Il campo di Idomeni comprendeva inizial-mente 2 mila persone. Quando a marzo 2016 la Macedonia ha chiuso i confini 

con la Grecia, nel campo si stima fossero ammassati 12-14 mila migranti, di cui almeno 5 mila bambini.

La Macedonia, su pressione dell'Austria e di altri Paesi della rotta balcanica, aveva deciso di chiudere completamente la frontiera, impedendo alle 

famiglie in fuga da Siria, Iraq, Afghanistan e Pakistan di continuare il loro viaggio verso il nord Europa. 

In pochissimo tempo si è venuta a creare una situazione di grave crisi umanitaria.Le persone hanno vissuto per mesi accampate “alla meglio” lungo i binari della 

ferrovia i tra fango, pozzanghere e la pioggia copiosa. Al clima si è aggiunta anche la scarsità di cibo e la quasi totale assenza di condizioni igieniche, a cui 

hanno cercato di porre rimedio MSF e le numerose organizzazione umanitarie accorse da tutta Europa. Da parte delle istituzioni locali ed europee invece poco

o nulla è stata fatto.

Il 25 maggio il campo profughi di Idomeni è stato definitivamente svuotato e smantellato con la forza della polizia greca e luso delle ruspe. Tutti i migranti 

sono stati spostati in campi militari  dove mancano le primarie condizioni igieniche,inoltre è fatto divieto per i volontari avvicinarsi a tali strutture.e anche 

a MSF viene vietato di operare nei campi incriminati.

In questo contesto, il 18 marzo è stato firmato l'accordo tra Unione Europea e Turchia che affida a questo Paese la gestione e il rimpatrio dei migranti che 

giungono via mare sulle coste greche.l’8 aprile Amnesty International ha denunciato agghiaccianti condizioni detentive per i rifugiati, nella fretta di attuare l'accordo tra Unione Europea 

e Turchia

Venezia ToDay

La collaborazione con Venezia Today è cominciata in occasione del 72°edizione della Mostra cinematografica di Venezia.

 

 

Idomeni

Reportage ad Idomeni (Grecia) sul blocco dei migranti, lungo la Balkan Route e mostra fotografica per beneficenza, in collaborazione con Medici senza Frontiere: “Idomeni –l’altra Europa”,  presso il MUG –Trieste 

Idomeni and other walls

 

While in Trieste the method of the integrated reception leads to an actual integration of the seekers in the local social fabric and has a beneficial impact (also in economical terms) on the territory, for political reasons the presence of the asylum seekers in other parts of Europe still is a problem: the proof of this is the dramatic situation in Idomeni, a critical point on the border between Greece and Macedonia and one of Europe's many new walls, a crisis which began with Macedonia's decision to send its soldiers on the border, blocking the way to anyone escaping from danger and searching for shelter in Europe. Last May the refugee camp was dismantelled by force by the Greek police, and the immigrants were forced to interrupt their journey once and for all.

 

As it happened in the 30s of the nineteenth century, with the due differences in terms of historical context, today's immigrants are often rejected in violation of the international right, or they are sent from one country to another, while the xenophobic movements use them as scapegoat for the widespread social unease. The crisis of the asylum right and the creation of new walls are definetly the alarming signal of the decline of Europe, which should find new solutions and open new ways to develop its process of growth and internal cohesion, starting off from the respect of the fundamental human rights

 

Central Station of Triest

NICE CITY TRIESTE- storie di rifugiati e di accoglienza diffusa

Mostra fotografica - Stazione Centrale di Trieste dal 24 giugno al 20 luglio 2016

Le fotografie scattate dal luglio 2015 al maggio 2016 documentano un percorso iniziato con l’emergenza non gestita del “Silos”, proseguendo  dal  lavoro svolto dal Consorzio ICS dal primo accoglimento a Valmaura delle persone, alla sistemazione negli appartamenti, alla loro formazione e inserimento attraverso i corsi di lingue, le attività di volontariato sociale, fino all’integrazione piena  con la popolazione residente.

La normalità della vita quotidiana come fattore che produce normalità nelle relazioni sociali: è questa la chiave interpretativa della mostra fotografica di Massimo Tommasini; il tema dell'accoglienza dei rifugiati, diversamente da quanto avviene in molti altri contesti dove (anche giustamente) il tema della fuga e dell'esilio sono evidenziati nei loro aspetti più crudi e drammatici, è declinato in questa mostra con lo sguardo di colui che esamina la vita quotidiana di una accoglienza che non è scontro, tensione, contrapposizione, isolamento, ma inclusione, condivisione, normalità. In ultima istanza è un cambiamento che con le sue difficoltà (come tutti i cambiamenti) produce una città più solidale, colorata, aperta al cambiamento, inclusiva. Come è nella natura e nella storia migliore di Trieste. 

Foto dell'inaugurazione 

  

  

  

      

 

Nice City Trieste - exhibition

NICE CITY TRIESTE

Storie di rifugiati e di accoglienza diffusa

 Breve presentazione

La mostra “Nice City Trieste”, organizzata dall'ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) con il patrocinio e il coinvolgimento del Comune di Trieste, intende raccontare attraverso le immagini la normalità della vita dei richiedenti asilo a Trieste. Le fotografie scattate dal luglio 2015 al maggio 2016 documentano un percorso iniziato con l’emergenza non gestita del “Silos”, proseguendo  dal  lavoro svolto dal Consorzio ICS dal primo accoglimento a Valmaura delle persone, alla sistemazione negli appartamenti, alla loro formazione e inserimento attraverso i corsi di lingue, le attività di volontariato sociale, fino all’integrazione piena  con la popolazione residente.

Trieste, attraverso una sperimentazione innovativa condotta congiuntamente dalla Prefettura di Trieste, dal Comune di Trieste, dall'ICS e dalla Caritas, ha infatti dato vita, dal 2013 al cosiddetto modello della “accoglienza diffusa” in base al quale si è cercato di superare l'approccio triste e ghettizzante dei centri di accoglienza a favore di una accoglienza appunto diffusa, ricorrendo ad appartamenti locati sul mercato privato nei quali i rifugiati vivono in modo autonomo e in condizioni di forte scambio ed interazione con la popolazione locale in tutti i momenti della giornata, dallo scambio con il vicino di casa, all'attività di volontariato nell'associazione del quartiere, all'attività sportiva o ricreativa. Ovviamente ciò nulla toglie al fatto che ogni rifugiato segue, insieme ad un operatore sociale, un percorso ben preciso finalizzato ad una riqualificazione professionale e alla riconquista di un'autonomia lavorativa ed abitativa.

 La normalità della vita quotidiana come fattore che produce normalità nelle relazioni sociali: è questa la chiave interpretativa della mostra fotografica di Massimo Tommasini; il tema dell'accoglienza dei rifugiati, diversamente da quanto avviene in molti altri contesti dove (anche giustamente) il tema della fuga e dell'esilio sono evidenziati nei loro aspetti più crudi e drammatici, è declinato in questa mostra con lo sguardo di colui che esamina la vita quotidiana di una accoglienza che non è scontro, tensione, contrapposizione, isolamento, ma inclusione, condivisione, normalità. In ultima istanza è un cambiamento che con le sue difficoltà (come tutti i cambiamenti) produce una città più solidale, colorata, aperta al cambiamento, inclusiva. Come è nella natura e nella storia migliore di Trieste.

Dal 24 giugno fino al 20 luglio, la mostra migrerà alla Stazione Centrale di Trieste

      

              

  

No Conflicts